Che strano, pensavo che la mia testa lavorasse e pensasse troppo, invece mi sbagliavo.
In questi giorni la mia testa è praticamente esplosa, un tornado di pensieri e domande.
Ogni tot scoppia una mina, i piccoli frantumi si conficcano da qualche parte e fanno mutare la mia mente e con questa muto anche io.
Comincio a vedere le cose con occhi e animo diverso.
Comincio a capire cose che prima credevo di aver capito.
Ed è strano, spaventoso, e non so cos’altro.
Oggi sono andata a trovarla ed era come intrappolata in un’enorme ragnatela di ferro, gomma trasparente e colorata, in un perenne dormiveglia.
Intoccabile.
Ma mi ascoltava e mi guardava.
Immaginavo di provare angoscia, terrore e paura ma al ritrovarsi li ho solo provato un’immensa voglia di prenderla in braccio e coccolarla, così, senza dire una parola.
Sono uscita da quella stanza indossando degli occhialini rosa, quelli simpatici che usano gli hippie nei film americani.
Me li ha messi lei.
Si dice che in certi casi della vita, quelli un po più tristi, si aprano gli occhi e si veda il mondo per quello che è… insomma, gli occhialini ce li togliamo ed è come se tutto attorno perdesse il proprio colore.
Invece lei ha fatto il contrario, lei gli occhialini me li ha messi.
Vedo le cose importanti, vedo l’amore, vedo la voglia di farsi forza l’un l’altro, vedo forse un lieto fine.
Ancora adesso da forza nonostante ne debba ricevere.
E le devo molto di più di quanto riesco a darle indietro.
E da qua vedo l’amore che sprigiono volare verso di lei attraverso quel filo che ci lega da sempre.
E’ così che dovrebbe essere sempre, per tutti.
Occhialini rosa in faccia a tutti quanti, devo dirle che appena si riprende dovremmo costruirne per il mondo intero, perchè i suoi occhialini rosa sono i migliori.
E per quanti di questi ordigni esplosivi possano esplodere e ferirmi, e per quante cicatrici possano lasciare, e per quante lacrime mi facciano versare ad appannare il suo ennesimo regalo.
La battaglia più grande, combatteremo anche per questa vittoria.
Abbi fede.