Pensiamo troppo.
Stiamo sempre a cercare quelli che non va.
Se non troviamo niente lo inventiamo.
Vorrei vivere più tranquilla.
Vorrei che tutti vivessero più tranquilli.
Prendere quello che viene.
Senza farlo grande.
Senza avere paura di un qualcosa che non c’é.
Mi mettono addosso dei vestiti che non scelgo io.
Io non voglio fare la bambola, alle mie tagliavo i capelli e le appendevo a testa in giù.

Weak’n’freak

Ecco, ogni giorno ne sono più convinta.
Il mondo gira, gira e gira.
Ed io lo guardo, mi lascio trasportare.
E mi gira anche la testa.
Ma va bene.
Ci si stanca anche di andare controcorrente.
Ed io, eh.
Io non ne ho più voglia.
Mi fermo.
Sollevo i piedi da terra e mi lascio andare.
Mi arrendo? Forse.
Ma ho bisogno di riposare.

Il mio problema è che una volta che apro la porta le persone entrano.
Non per loro volontà, sono io.
Come se dietro quella stanza ci fosse un vortice.
Un vortice che li assorbe senza che loro se ne accorgano.
E loro stanno li.
E non ne escono.
E loro stanno li.
E non se ne vanno.
E nemmeno lo sanno.
Perché ho bisogno di essere salvata.
Quel buco nero assorbe tutti sperando di riempirsi.

Conosco persone che m’invidiano.
Il mio carattere forte.
Il mio modo di pensare.
Vorrebbero essere come me.
Mentre io vorrei tanto non essere quella che sono.

La mia testa é un frullatore.

Eppure io mi ci vedevo la.
Seduti in un vecchio caffé parigino.
Ne sento il profumo.
Ne sento la musica.
Ti vedo li, davanti a me.

Ma é tutto frutto della mia testa.
Di quello che poteva essere.
Di quello che volevo e che nel profondo forse voglio ancora.

Perché hai rovinato tutto?

Bastie e dontorni

Ho il vizio di stringere le mani al collo di ogni mio singolo sentimento.

Soffocarlo, fino a farlo stramazzare a terra.

E l’unico che lascio libero di vagabondarmi dentro é la rabbia, giusto per il gusto di vedere come sbrana i resti degli altri.

E tu che pensi ancora che ti prendo in giro.

Ma perché sei così stupido?
Non ti accorgi dell’effetto che mi fai?

Io sempre fredda e distaccata da tutto.
Io sempre persa nella mia testa.

Io, già.

Io che mi sciolgo solo se ti appoggi un attimo a me.
Io che mi rilasso se ti sento vicino.
Io che dimentico tutto e tutti.

Ma come fai a non vedere quanto sono stupida?

(Taken with Pose)

(Taken with Pose)

L’importanza di tenere in ordine i propri armadi

Oggi mia madre mi ha obbligata a sistemare la mia stanza, il che non è stata una cattiva idea dato che ora posso camminare a terra e non sui letti o le borse.

Ormai che ero li perchè non sistemare anche gli armadi?

Ed ecco l’ispirazione.

In mezzo a copriletti ritrovati, vestiti altrui dimenticati e borse attaccate dalla muffa per l’umidità dei giorni scorsi ho cominciato a pensare.

Mi ripeto che non ho vestiti, che non ho scarpe e via dicendo ma alla fine non è così!

Ho tre giacche invernali, due primaverili, quattro paia di scarpe e via dicendo.

Ho un sacco di vestiti che non ho ancora usato.

Molti erano coperti da vestiti più vecchi che solo oggi mi sono decisa a buttare.

E così non vedendoli mi dimenticavo di averli e finivo col mettere le stesse cose.

E’ un po come la vita, mi aggrappo ai vecchi ricordi, coperte polverose con le quali copro tutto quello che ho adesso, non vedendolo e dimenticandolo.

Avevo dei maglioni così belli sotto quelle vecchie camicie e nemmeno lo sapevo.

Liberarsi del passato in maniera concreta, ecco cosa ho cominciato a fare.

Buttare i pensieri nel cestino, come vecchi stracci logori che non servono più a nulla.

Ho cominciato a fare pulizia, a scartare e buttare.

E così mi sono ritrovata con un sacco di spazio, un sacco di omini vuoti e dei vestiti accettabili.

Ho pensato che quei vestiti potrei usarli per lavorare, al posto di quella roba vecchia.

Ho pensato che quello spazio potrei riempirlo con nuove emozioni, con nuove idee e con nuovi ricordi.

Lasciare il passato e far spazio a quello che verrà, vuoti e pronti ad accogliere quello che troveremo.

Lettini di ospedale e occhiali rosa

Che strano, pensavo che la mia testa lavorasse e pensasse troppo, invece mi sbagliavo. 

In questi giorni la mia testa è praticamente esplosa, un tornado di pensieri e domande.

Ogni tot scoppia una mina, i piccoli frantumi si conficcano da qualche parte e fanno mutare la mia mente e con questa muto anche io.

Comincio a vedere le cose con occhi e animo diverso.

Comincio a capire cose che prima credevo di aver capito.

Ed è strano, spaventoso, e non so cos’altro.

Oggi sono andata a trovarla ed era come intrappolata in un’enorme ragnatela di ferro, gomma trasparente e colorata, in un perenne dormiveglia.

Intoccabile.

Ma mi ascoltava e mi guardava. 

Immaginavo di provare angoscia, terrore e paura ma al ritrovarsi li ho solo provato un’immensa voglia di prenderla in braccio e coccolarla, così, senza dire una parola.

Sono uscita da quella stanza indossando degli occhialini rosa, quelli simpatici che usano gli hippie nei film americani.

Me li ha messi lei. 

Si dice che in certi casi della vita, quelli un po più tristi,  si aprano gli occhi e si veda il mondo per quello che è… insomma, gli occhialini ce li togliamo ed è come se tutto attorno perdesse il proprio colore.

Invece lei ha fatto il contrario, lei gli occhialini me li ha messi. 

Vedo le cose importanti, vedo l’amore, vedo la voglia di farsi forza l’un l’altro, vedo forse un lieto fine.

Ancora adesso da forza nonostante ne debba ricevere.

E le devo molto di più di quanto riesco a darle indietro.

E da qua vedo l’amore che sprigiono volare verso di lei attraverso quel filo che ci lega da sempre.

E’ così che dovrebbe essere sempre, per tutti.

Occhialini rosa in faccia a tutti quanti, devo dirle che appena si riprende dovremmo costruirne per il mondo intero, perchè i suoi occhialini rosa sono i migliori.

E per quanti di questi ordigni esplosivi possano esplodere e ferirmi, e per quante cicatrici possano lasciare, e per quante lacrime mi facciano versare ad appannare il suo ennesimo regalo.

La battaglia più grande, combatteremo anche per questa vittoria.

Abbi fede.